Significato dei denti - Dr.ssa Federica Ferrari

I denti sono gli organi più compatti del corpo. Sono il baluardo che ci permette di esistere di fronte agli altri. Sono la nostra difesa e la nostra costruzione, una specie di spazio interiore dove abita la nostra lingua. Separano il mondo in due parti: ciò che mi appartiene (l’interiorità della mia bocca) e ciò che mi è estraneo (l’esteriorità della mia bocca). Sono gli esecutori dell’organo centrale, il cervello, al quale sono connessi per il nervo trigemino. Sono, inoltre, degli emittenti che con i loro disturbi traducono il nostro stato interiore.

IL TARTARO
È un tentativo di proteggersi; di solito lo troviamo sugli incisivi del basso perché questa zona è la nostra parte più fragile e più vulnerabile. Gli incisivi centrali del basso (denti del principio) sono il nuovo-nato nudo, esposto a tutti i pericoli e subordinato all’estremo dal buon volere altrui. La deposizione di tartaro è un tentativo incosciente di ricoprire questo nuovo nato, di dargli un’armatura per renderlo meno fragile e più indipendente. Le persone che producono molto tartaro sono ipersensibili; sono nate in un clima di freddezza, di paura, di angoscia o insicurezza. Non hanno ricevuto amore, hanno avuto estremo bisogno di parole dolci e confortevoli. Ora, con il tartaro, sviluppano questo bisogno di difendersi nei confronti di un mondo freddo ed ostile. La persona che sviluppa del tartaro cerca di edificare le sue fondazioni vacillanti, di riempire delle mancanze e degli sbagli. Quindi, produce un guscio per ripararsi, per tenersi al caldo e al sicuro. Pertanto il tartaro non rafforza nulla, anzi nasconde una debolezza.

La persona che non riesce a vivere in un mondo che non risponde ai suoi bisogni mette una corazza per difendersi. Se produce molto tartaro nella parte esteriore, cerca di opporre una resistenza contro le aggressioni esteriori (schiaffi, maltrattamenti, soprusi o colpi duri); se il tartaro si pone soprattutto all’interno la persona non vuole guardare in faccia la propria debolezza, la propria piccolezza e quanto dipenda dagli altri per la soddisfazione dei suoi bisogni.

C’è molto dolore dietro il tartaro accumulato simili ad una muraglia cinese.

Il tartaro è in genere una “malattia” dell’adulto. Se arriva nel bambino, la questione è da prendersi sul serio. E’ un segno di ipersensibilità troppo forte, contro la quale il bambino si sforza di lottare; dare sicurezza, conforto e protezione equivarrà allora a togliere il tartaro.

Dott.ssa Federica Ferrari
Psicologa Psicoterapeuta Castelverde (Cremona)