Schizofrenia - Dr.ssa Federica Ferrari

La schizofrenia è una malattia che colpisce una persona con una certa configurazione psicologica. Abbiamo tre raggruppamenti di questa patologia:

sintomi positivi (disturbi del contenuto del pensiero, come il delirio, allucinazioni, catatonia e agitazione);
sintomi negativi (affettività coartata, povertà di pensiero, apatia e anedonia);
relazioni personali disturbate (ritiro, espressione inadeguata dell’aggressività e della sessualità, mancanza di consapevolezza dei bisogni altrui, pretese eccessive e incapacità di avere un contatto significativo con altre persone.
L’eziologia del disturbo consiste in precoci difficoltà interpersonali (soprattutto nel rapporto bambino-genitori); cure materne non sufficienti o inadeguate causano nel neonato un Sé carico di angoscia e impediscono al bambino soddisfazione per i suoi bisogni. E questo aspetto dell’esperienza di sé è poi dissociato, ma il danno all’autostima resta molto grande. L’inizio della patologia schizofrenica consiste in una rinascita del Sé dissociato che porta ad uno stato di panico e quindi alla disorganizzazione psicotica. Gli schizofrenici sono persone sole, che non riescono a superare la loro paura e la loro sfiducia verso gli altri a cause delle esperienze avverse vissute precocemente. I pazienti schizofrenici sono caratteristicamente privi di una barriera tra quello che c’è all’interno e quello che è fuori, perché il confine del loro Io non è psicologicamente investito ( come nei pazienti nevrotici).

I bambini che sviluppano una schizofrenia hanno un’avversione per le relazioni oggettuali che fa diventare difficile un legame. Molteplici perdite a livello di certe aree cerebrali, del normale filtro sensoriale nel sistema nervoso centrale possono essere peculiarità della schizofrenia, dimodoche i pazienti trovano difficile schermare gli stimoli irrilevanti e avvertono una sensazione cronica di sovraccarico sensoriale. Fattori genetici giocano un ruolo chiave; secondo questa ipotesi i geni controllano il grado di sensibilità individuale nei confronti di aspetti ambientali che predispongono alla schizofrenia, che aumentano la possibilità di incorrere in questa patologia, all’opposto aspetti che proteggono, che fanno diminuire il rischio di contrarla. Per gli individui ad alto rischio, le probabilità di andare incontro alla schizofrenia erano più alte se la famiglia adottiva era più disfunzionale; questo tipo di legame non esisteva per i bambini a basso rischio genetico. Abbiamo un’interazione tra vulnerabilità genetica, caratteristiche ambientali e tratti individuali.

I sintomi psicotici possiedono un significato. Le allucinazioni o i deliri di grandezza, per esempio, appaiono spesso subito dopo un affronto alla stima di sé del paziente schizofrenico.

Le relazioni interpersonali sono causa di terrore per questi pazienti. Le paure sull’integrità dei confini dell’Io e la paura dell’unione profonda con gli altri rappresentano un problema di intensità sempre più alto, che è spesso risolto con l’isolamento.

Una psicoterapia a lungo termine serve proprio a questi pazienti nell’adattamento globale alla vita, anche quando non è raggiunta una remissione completa.

Dott.ssa Federica Ferrari
Psicologa Psicoterapeuta Castelverde (Cremona)